Cosa rende immortale una cultura

Di recente nella mia splendida città di Foligno ho discusso molto a lungo con diversi miei coetanei in merito alla questione quintana..

La quintana è una celebrazione avente luogo 2 volte durante l’anno (a giugno e a settembre) che richiama il meglio Del periodo medievale, in cui dei Prodi fantini in sella ai propri cavalli si sfidano, cercando con le proprie lance di infilare anelli di povere dimensioni che vengono sostituiti mano a mano da versioni più ristrette ad ogni “turno” o “tornata” e vince colui che riesce ad arrivare alla terza ed ultima tornata con tutti gli anelli infilati e con il minor tempo possibile.

Io non sono qui per parlare della quintana, per quello esiste l’utilissimo Wikipedia che sicuramente è molto più accurato e completo di me e vi invito a conoscere Foligno per la splendida storia che palesa, piuttosto vorrei trattare di ciò che mina questo evento e tutto ciò che lo riguarda e vorrei portare questo discorso in un ambito più generale che riguarda la storia di altre culture e città come le vostre.

Dunque, precedenti alla giornata dell’evento da me parzialmente descritto vi sono 2 settimane in cui ognuna delle 10 taverne (corrispondenti ai 10 rioni che poi si affronteranno nel campo della quintana stessa) apre le sue porte ed accoglie turisti e folignati stessi per gustare piatti tipici umbri in un ambiente che immerge in ciò che effettivamente al tempo del medioevo era una locanda aperta a chiunque dove tutti possono sentirsi “a casa” e lasciarsi andare al tipico vino rosso che accompagna le migliori e peggiori serate (dipende da quanto di decide di strafare).

Fino a qui tutto Rose e fiori, circa.

Che il vino sia una scusa per lasciarsi andare si sa, eliminati i freni inibitori la libido Di ogni esemplare maschile e femminile prende il sopravvento e aiuta anche i soggetti più timidoni ad aprirsi all’altro sesso e a viaggi mentali di lunga portata… ma…

il problema che proprio affligge questi gioiosi giorni di rievocazione del passato sono quelle persone che rendono agli stessi folignati e ad alcuni turisti la vita difficile, scatenando risse fuori luogo e soprattutto dalle motivazioni futili, nelle quali spesso ci finiscono in mezzo anche persone che non hanno nulla a che fare con le stesse, causando considerazioni negative sull’apparato costituente la quintana e sui veterani delle taverne che dovrebbero dare un esempio più positivo ed accogliente.

Posso accettare le innumerevoli frustrazioni trascinate dal proprio lavoro nella taverna in cui si opera e affogate a seguire nell’alcool ,ma quando una frustrazione diventa un flagello per chi magari vorrebbe gustarsi del buon cibo tipico e farsi due risate tra un bicchiere di rosso ed un altro, allora ecco cosa succede:

I CONCITTADINI STESSI INIZIANO A RIPUDIARE LA PROPRIA CULTURA!

Appaiono sempre più persone che dicono : “odio la quintana, è un ammasso di ubriaconi e di zingari che vogliono fare a botte”,” io a Foligno non ci metto più piede quando le taverne sono aperte, non voglio rischiare di rovinarmi la serata per colpa di certi idioti”, “la quintana ha perso il suo senso ed è diventata commerciale, ormai in taverna ognuno si fa i cavoli suoi e tutti quelli che ci sono dietro puntano solo a guadagnarci e a fare a cazzotti”.

Quanto capisco io queste persone solo altri folignati possono farlo..

nelle locandine presso le edicole locali si trova scritto di tutto e di più riguardo i fattacci che avvengono in questi periodi e non trasmettono affatto la voglia di camminare per Foligno né di entrare nelle taverne stesse.

Preciso che non sono uno di questi “haters” e difendo Foligno con tutto me stesso , ma questo perché la quintana è frutto di anni di storia, tramandati di generazione in generazione, da popoli a popoli ed – è proprio il tramandare tutto l’impegno che migliaia di persone hanno impiegato per realizzare questo evento che rende consistente una cultura, la quale valorizza il ricordo di chi è vissuto ed è morto per valorizzarla accrescerla e la tiene viva nella memoria, come fosse immortale e pura.

Questo articolo ha lo scopo di sensibilizzare coloro che ripudiano un pezzo di storia perché a causa di qualcuno ciò gli viene inculcato. La nostra generazione, così come quelle future devono difendere l’onore di una storia, che sia la propria o quella degli altri, se siamo ciò che siamo e viviamo come viviamo è grazie alla storia e questa va salvata e ammirata!

Purtroppo aumentano le frustrazioni a causa delle crisi e gli sfortunati avvenimenti lacerano la mente di ogni uomo, imponendogli di tenere sotto controllo una vita fatta di paradossi e scherzi contorti che l’uomo stesso e la natura, inconsciamente, hanno creato e diffuso come fosse una pandemia.

L’uomo può scegliere di salvare se stesso e gli altri abnegandosi e tenendo vivo il ricordo di una storia.. che sia di un uomo, di una cultura o di un semplice pensiero.. la scelta di cedere agli inganni di cui gli stessi uomini sono affetti sta a voi, la scelta di salvare la storia dipende solo e soltanto da voi stessi, siate forti e non rinnegate una cultura, tenetela viva.

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