I Buoni

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Ciò che voglio.. prima di abbandonare questo viaggio chiamato vita in veste della mia carne, è lasciare qualcosa di positivo all’umanità, alle nuove generazioni.

Pensateci, il materialismo è intrinseco, ovvero fine a se stesso.. noi non accumuliamo ricchezze perchè ce le ritroveremo post-morte, ne perchè le potremo condividere con san Pietro (o chi ci attenderà dall’altra parte).

Quello che noi possiamo davvero ottenere da incarnati va ben oltre ciò che è tangibile; se pensate che tutto ciò vi suona complesso e vi ponete diverse domande esistenziali date un’occhiata al mio precedente articolo sull’aldilà.

Oggi desidero parlarvi di cosa può dare un vero senso alla nostra vita e renderci felici, ciò che può farci vivere emozioni autentiche, per alcuni mai davvero sperimentate, per altri.. dimenticate da tempo. Non è vero che i ricchi sono sempre felici o che hanno almeno i mezzi per raggiungere questa “utopia”, alcuni di essi mai ci riusciranno, spesso sfruttano il denaro per concedersi scintille di contentezza temporanea ma che tali restano e mai diventano fiamme dell’anima: mi riferisco ovviamente a beni di lusso, cibi rari e dal dubbio gusto, festini, macchine dalla cloche tappezzata in diamanti e.. altro.

La natura è la vera madre del genere umano ed è solo lei che ha permesso a noi, in quanto umani, di adattarci, cosi come in altri biomi si adattano altre creature del resto.

l’immortalità per taluni è un desiderio, per tal altri può diventare una maledizione e tutto ciò è molto personale, per quanto mi riguarda solo vivendo emozioni, amore.. e con coraggio, ogni giorno della propria vita, si può uscire dal desiderio purtroppo malato di voler vivere per sempre. Se lo definisco malato è perchè diventa una condanna, si sa che non si può respirare per sempre, chi brama di rompere questa regola spesso si deprime e il suo giudizio cade inesorabilmente su, appunto, le contentezze temporanee citate poco fa, sull’egoismo puro e freddo.

Se l’egoismo è la forma espressiva della depressione, l’altruismo è l’opposto, la manifestazione della felicità, o della serenità interiore.

Proprio li risiede il segreto della felicità, il senso della vita e l’immortalità.. dal momento che si ragiona su quanto la nostra esistenza non possa essere fine a se stessa e si giunge alla conclusione che siamo solo di passaggio, tutto cambia. Acquisiamo coraggio, ci rendiamo consapevoli che seguire il percorso dettato dal nostro cuore non è impossibile e anche se apparentemente lo fosse, non si perde una vita sprecata a seguire l’irraggiungibile, bensì si vive un sogno ad occhi aperti, un sogno che ci fa dimenticare della fragilità di un corpo e ci spinge a cercare il bene proprio e infine altrui.

Come avrete capito, c’è un tumore che di questi tempi azzera l’iniziativa e ci fa genuflettere al cospetto di tanto grigiume, questo male ci rende schiavi della dominanza di informazioni e piuttosto che cavalcare queste ultime, esse cavalcano noi.

La creatività è la vera espressione dell’uomo immortale, grazie all’ingegno di persone ormai scomparse ora viviamo nel mondo così avanzato, ma purtroppo se una volta poco si aveva e tanto ci si inventava ora ci sembra di avere tutto e di non dover inventare altro.. non è così.. l’uomo ha dei bisogni che costantemente necessita di soddisfare, è grazie agli artisti che ci commuoviamo, grazie agli inventori abbiamo la strada spianata e grazie a Dio viviamo, chi lo dice che anche noi non siamo frutto di un esperimento dopotutto?

Lasciare inespresso quel bimbo interiori ci rende “cattivi”, è vero che rischiare di seguire un sogno ci può portare alla povertà, però la vita è un dono fin troppo ben organizzato, per essere l’unico che avremo, anche una semplice domanda come: perchè ho coscienza in questo corpo fin da quando sono nato e non magari nel corpo di brad pitt, belen o anche di mio zio? Casualità? No e si, una casualità c’è dietro ma perchè è tutto così random e inspiegabile? Perchè ci è stata data la possibilità di farci queste domande senza una vera risposta?

Insomma si potrebbe andare avanti all’infinito ma il succo non è quanto tutto ciò è complesso e irrisolto ma quanto piuttosto sia una sorta di sfida che può trasformarsi in una melodiosa magia, spesso i più grandi geni e ricconi sono quelli che hanno deciso di rischiare di più, quelli che hanno deciso di tuffarsi in questo caos e hanno beffardamente vissuto le più grandi emozioni. Gli altri, quelli che hanno “perso”si sono tolti un grosso peso e soprattutto hanno imparato a lottare e continuano a farlo, come una fenice che risorge più bella di prima dopo la sua morte e dalle sue stesse ceneri.

Insomma come si diventa buoni? Serve rendersi conto di quanto tutto sia origine-dipendente (come direbbe gandhi) e di come tutto ciò che viviamo sia solo una piccola parte di un viaggio ben più ampio, rendendosi conto che ci sono misteri ben più grandi di noi, ma capendo anche che assaporiamo una così grande bellezza con una quantità di mezzi formidabile, abbiamo macchine chiamate emozioni, che ci guidano e ci regalano ricordi, immaginazione e tutto ciò che può risvegliare il nostro lato più profondamente umano, la fiamma perpetua che mai ci ha abbandonato, anche prima di nascere.

Meglio tardi che mai. A qualsiasi età si può rinascere e scatenare l’artista che è in noi, tutti noi desideriamo affrontare quel giorno in cui lasceremo queste membra con un sorriso, come solo i veri eroi di questi tempi sanno fare, siamo umani e come vuole far intendere la frase principale del mio blog, abbiamo un potenziale così elevato che tutti noi potremmo definirci Dei nel nostro piccolo.

Il denaro serve per vivere, non verrete ricordati per aver girato con la ferrari per le vie della città, ma piuttosto per avere offerto quella cena ai vostri amici, o per aver regalato quella crociera ai vostri genitori o altri parenti che tanto hanno penato per voi, verrete ricordati per quel gesto di carità al bisognoso seduto sulla panchina che dorme sotto un ammasso di giornali.

Quando ci commuoviamo viviamo emozioni che ci rendono più buoni e così vale per gli altri, che sia frutto di un genio cinematografico, un mazzo di rose di un corteggiatore o quella canzone di celentano o david guetta, questo è lo scopo per cui ora siamo qui..  vivete le emozioni dettate dal vostro cuore, ascoltate i segnali che vi concede la vita e apritevi ai bisogni della gente.

Non si tratta di paradiso o inferno, ne di karma, si tratta di umanità, ciò per cui siamo nati umani.

 

 

 

 

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9 pensieri su “I Buoni

  1. Ormai leggere gli altri sta diventando un’arte , infatti ti ho letto perchè sei venuto ma ho cercato la fiamma e qualcosa se ho terminato hai riscaldato. La tua vena artistica per il momento come deve essere mi è giunta. Grazie

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  2. Bel post ………….. tocca vari percorsi da prendere ………..ma vado al Titolo “Buoni”
    ” Insomma come si diventa buoni? ” tua domanda …………… si nasce buoni, si Diventa cattivi.
    puoi immagginare il perchè.
    Poi ancora scrivi: “Se l’egoismo è la forma espressiva della depressione”
    a mia modestissimo avviso …….. la depressione è l’anticamera della pazzia.
    Si una società che stà impazzendo.

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    1. Anzitutto grazie per la tua riflessione. Dunque, ciò che scrivo proviene da un vissuto sia mio che altrui unito ad una cultura che mi sono concesso di alimentare ogni giorno della mia vita. Ciò che dici è inevitabilmente giusto e mi fa piacere che tu lo abbia condiviso con me, ti posso dire che un passo necessario da effettuare per diventare buoni consiste nell’accettare quanto la vita in se non è solo carne e che la morte è solo parte di un processo di morte e rinascita. A livello biologico anche noi eravamo un seme una volta, che si è sviluppato ed ora il risultato lo vedi anche tu, ma così come in tutto ciò che è vita vi è una fase chiamata morte che tanti temono e che in altrettanti sviluppa varie forme di egosimo, il resto comunque lo trovi scritto nei miei vari articoli, almeno io, sono un “buono” in fase di sviluppo anche perchè ho accettato questa sfaccettatura del nostro vivere. Grazie ancora per il tuo commento, ogni punto di vista è sempre ben accetto 🙂

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      1. Tu “buono” ……… ti credo, sappi che appartieni a un certo tipo di perle rare. Io non sò se sono un buono o un cattivo, questi lo possono sapere coloro che mi conoscono ……… mi riferisco anche qui su WP.
        Sai nel mio blog mi definisco un uomo preistorico, la mia età si perde nella notte dei tempi, dunque o cavalcato infiniti marciapiedi ……. e parlando con esseri umani singolarmente ……… tutti si definivano Giusti, Belli e buoni, e mentre camminavo le pugnalate alle spalle si succedevano ad ogni frazione di secondo ………. allora ho pensato vuoi vedere che tutte queste cattiverie che assisto o sento, tutto questo odio l’uno verso l’altro, sono commessi da me senza accorgermene?
        Dunque io sarei il Cattivo.

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      2. Se posso permettermi di risponderti in maniera concisa scrivo solo che siamo uomini, abbiamo bisogni e viviamo soddisfacendoli.. non sei cattivo e io non sono mai esattamente buono finchè mangio e magari non rifiuto il cibo per permettere ad altre persone di sopravvivere. Anzi penso che chi ha rappresentato l’Inferno in passato può autenticamente portare lo stendardo del paradiso a testa alta.

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      3. l’inferno del freddo,l’inferno del caldo, he non da trequa, l’inferno dell’eterna incertezza, l’inferno ……………………
        sai credo che l’uomo abbia delle necessità più che bisogni.
        Io personalmente non voglio portare nessun stendardo ……… voglio solo vivere la banalità che si approfondisce …. e di questo trarne beneficio.
        La morte è un altra vita ……….. ci penserò dopo.

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  3. Noi creativi nessuno ci prende in considerazione. In un mondo dove l’unico obiettivo è vendere e comprare la creatività serve solo come mezzo per quel fine. Per il resto rimaniamo del tutto senza valore per il mondo. Se hai fantasia sei spacciato perchè il mondo in cui viviamo non apprezza la fantasia.
    La creatività per me è una vera maledizione, una condanna, ne farei volentieri a meno.

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    1. Hai ragione, di fantasia ne ho fin troppa ma sai cosa? Il contrasto che avviene tra castelli d’aria e di terra mi
      ha condizionato la fase di crescita adolescenziale in tutto e per tutto, sono arrivato al punto che, semplicemente me ne frego, io così manifesto me stesso e così, io vivo. Se posso dirti la mia lascia apprezzare chi vuole apprezzare, gli altri o sono grandi ipocriti o hanno qualcosa di morto dentro.

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